giovedì 30 novembre 2006

Verso lione


"Avvisiamo i signori viaggiatori che fra 20 minuti cominceremo la discesa verso l'aeroporto di Monaco - Il tempo a terra...."

Smetto di prestare attenzione alle parole e torno ad osservare il paesaggio, non sono poi molte le occasioni di poter osservare le alpi illuminate dalle prime luci dell'alba, a seimila metri d'altezza. Mi sento come Ulisse attratto dal canto delle sirene, osservare quelle montagne accarezzate dalle nubi, con i ghiacciai splendenti al sole, mi fa quasi venir voglia di lasciar perdere l'offerta di Lione, e ricominciare a perdermi per le strade, a viaggiare senza meta.

Bah, lo penso ma so che non lo farei mai, anche se sto tornando alla vita dalla quale mi sono allontanato quando ho lasciato il Giappone, l'Interpol è ciò che può fornirmi i mezzi che mi mancano al momento,non ce la potrei fare da solo. E poi, in fondo ho solo preso una pausa, il mondo è sempre fuori che mi aspetta. Spero almeno di non annoiarmi, non credo reggerei più di due giorni a fare della banale, monotona, vita di ufficio. Eh già, ho decisamente preso da mio padre, su questo...

Monaco, ultima tappa del mio viaggio. C'é ancora una promessa che devo mantenere, prima di prendere servizio nel gruppo di Farouk.

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