sabato 10 febbraio 2007

Missione Polonio 210 - parte B


Il sergente ha voluto i suoi dieci mila dollari per farci attraversare il fiume ed entrare nella zona "blu".Fin qui nessun problema. La città sembra deserta, solo qualche rumore di mitragliatore in lontananza. Il silenzio arriva quanto scende la "neve", che in realtà è cenere. Forse la Morning Star ha un inceneritore che dovrebbe essere sottoposto a qualche controllo. Ma non è così, visto che il mio topino di laboratorio messo a contatto con la cenere ha avuto una trasformazione, è morto ed è tornato in "vita". Mai visto un topo non morto, a dire il vero io non ho mai visto un non morto. Indossiamo le maschere antigas ed aspettiamo che smetta di "nevicare". Ad un tratto riprendono i rumori dei mitragliatori, la "neve ha smesso", e veniamo attaccati da un gruppo di non morti. Ada in un attimo di confusione si ferisce la gamba, nulla di grave per fortuna. Nessuna traccia dei fratelli Oshenko, troviamo solo un cadavere con molti morsi umani sul corpo. Riusciamo a capire come funzionano le cose nella zona, visto che veniamo attaccati dai militari russi. Un incontro distruttivo per noi ma ancor più per loro. Dopo una granata stordente lanciata da Valerio e caduta ai miei piedi, ci pensano i militari con gas e granate abbaglianti a farci perdere il controllo della situazione. Ci riprendiamo alla grande e tra spari e colpi di spada di Karon abbiamo la meglio sugli altri. Recuperiamo il fiato e proseguiamo a piedi per le strade della zona "blu".
Anouk Dupin

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