domenica 30 settembre 2007

Complotto! La "Vecchia Sede"

Lucas nel frattempo era rimasto a Phoenix dove era intervenuta la polizia locale per portare via i corpi dei tecnici di laboratorio uccisi nella sparatoria. Con un esame più accurato Lucas trova nascosto nella grata di aereazione del laboratorio un rivelatore a infrarossi con trasmittore satellitare. Il rivelatore è puntato nella zona di ingresso del laboratorio, e sembra essere attivo. Riporta il codice MO3991HP.
Il resto del gruppo è a Parigi, ed esce dall'ospedale per partecipare ai funerali di Eddie Valiant, mentre la salma di Vladimir Oshenko viene rimpatriata in Russia.
Le indagini proseguono cercando maggiori informazioni su 47. Proprio nell'ufficio di 47 viene rinvenuto un ricevitore simile per costruzione e tecnologia che riporta lo stesso codice trovato a Phoenix. Sembra una sorta di cercapersone. Con maggiori studi sui due dispositivi Oswin scopre che non tutte le persone avrebbero fatto scattare l'allarme passando nell'area monitorata dal dispositivo. Il gruppo ipotizza che sia stato il codice a barre tatuato sul cranio dei cloni. Quando il clone di 47 è uscito dal laboratorio, l'agente 47 a Lione l'ha saputo immediatamente.
Nulla di interessante invece dall'ispezione della suite dove 47 alloggia. Unico elemento degno di nota sono i numerosi contanti depositati nella cassaforte dell'appartamento. Basta però una telefonata all'Interpol per scoprire che 47 riceve lo stipendio in contanti per determinare l'origine di tutto quel denaro.
Alle due di notte il gruppo riceve una telefonata: in centro a Lione, in Rue de Palais Grillet 2, è avvenuto un omicidio. La segreteria operativa invita gli agenti a recarsi sul posto. Qui, trovano una via secondaria transennata dalla polizia. Una ragazza di 17 anni è stata strangolata con un cavo di fibra e poi appesa alle grate di una finestra del primo piano del palazzo acccanto. La ragazza è Evelyne Faroux.
Dopo aver fatto i dovuti rilievi gli agenti si recano nell'ufficio dell'AID, dove Faroux li sta aspettando. "Non è così che dovrebbe andare la vita", dice loro Faroux, "chi fa il nostro mestiere accetta di correre dei rischi, ma quando questi rischi colpiscono i tuoi familiari, ti chiedi se ne sia mai valsa la pena. E la risposta che io posso darvi questa sera è no, non ne vale la pena. Noi tentiamo di arginare il propagarsi di questi criminali senza scrupoli, ma è una lotta vana, un’illusione che ci tiene aggrappati a un castello… di carte."
"Devo andare a vedere mia figlia, voi… capite. Prima però vorrei che veniste con me in un posto, nella vecchia sede del nostro dipartimento. Ci andremo subito, perché il rischio che tutti noi stiamo correndo è troppo grande, e i nostri nemici troppo determinati. Se anch’io dovessi morire è bene che voi sappiate tutto."
Così dicendo Faroux prende soprabito e cappello e va verso l’ascensore. Una volta entrati tutti preme un pulsante, l’ascensore scende e quando le porta si apre rivela una strana costruzione sotterranea, una sorta di cripta, molto antica. “Benvenuti nella Vecchia Sede” dice Faroux.

Una grande stanza, molto alta col soffitto a volte, sorretta da colonne lavorate e costruita in molti stili diversi: ogni epoca pare aver lasciato qualcosa nella Vecchia Sede. Al centro, una stanza lunga con decine di scaffali colmi di documenti e oggetti di tutti i tipi. Ai lati delle colonne, come in una sorta di chiostro sotterraneo, si aprono svariate porte.
"Questa è la Vecchia Sede" spiega Faroux. "Negli anni è stata sede chiamata Ufficio dell’Occulto, Tana del Leprecauno, Ministero della Magia, Archivio Segreto e in tanti altri modi: oggi la chiamiamo semplicemente Vecchia Sede. È molto più semplice no? Vecchia lo è di sicuro…"
"Qui sono conservate raccolte di oggetti magici o presunti tali, storie di vampiri o fantasmi, sia su carta che su tavolette d’argilla, pensate un po’ quanto sono antiche… mappe del mondo sommerso, mappe astrali, disegni o foto di creature soprannaturali, atlanti di medicina soprannaturale, formule magiche, pergamene, papiri salvati dal rogo di Alessandria, componenti per incantesimi e pozioni, spade incantate…"
"Non c’è tempo adesso per raccontarvi tutta la storia… sappiate che fin dall’origine della civiltà l’uomo è stato minacciato oltre che dai suoi simili e dagli animali predatori anche dalle specie soprannaturali. Si dice che Caino stesso fosse Vampiro, tanto per farvi capire che queste razze sono antiche praticamente quanto l’uomo… siamo sempre vissuti insieme. In tutte le storie degli uomini ci sono strane creature, magie e oggetti incantati: in parte queste citazioni derivano da paure o da miti e leggende, ma in parte si riferiscono a fatti veri, alla realtà che noi conosciamo bene. Fu perciò sin da subito chiaro agli uomini che per sopravvivere contro queste creature, intelligenti quanto loro e dotate di grandi poteri, dovevano organizzarsi, costruire armi e imparare a difendersi. Col passare del tempo gli uomini riuscirono a imporre la loro società contro quella degli altri esseri intelligenti, che dovettero adattarsi a vivere ai margini. Probabilmente perché meno in grado di adattarsi e di riprodursi, oppure perché come in natura, le prede devono essere sempre molto maggiori dei predatori, per consentire il ciclo vitale... Comunque, per non perdere queste conoscenze acquisite, magie, artefatti e quant’altro, vennero costruiti luoghi come questo. A imperitura memoria, con grande saggezza e lungimiranza. Oggi, i custodi di questa conoscenza siamo noi. E siamo in prima linea nella lotta a quelle creature soprannaturali che non si inseriscono nel mondo umano civilmente."

Nella Vecchia Sede attualmente lavorano Aristarkos Theodoarkis ed Ethem Ayadir, un turco basso sorridente, che saluta gli agenti con un inchino e non dice nulla, dato che è muto. Entrambi si stanno dedicando all’archiviazione di documenti e oggetti.
Faroux indirizza l'attenzione del gruppo su di una porta specifica. Spiega che si tratta di un luogo usato da tutti gli utilizzatori della Vecchia Sede, nel corso degli anni, per archiviare materiale personale o lasciare messaggi per i posteri. L'agente 47 è stato qui il giorno prima di andare via e pare abbia lasciato qualcosa.
Sulla porta si trova un cilindro di ottone dove, grazie a delle ghiere in metallo, è possibile comporre lettere e numeri per formare parole diverse. Impostando "agente47" e di seguito indicando la data trovata sul retro della foto di Ort-Meyer, ovvero 08111988, la porta si apre. All'interno una piccola stanza in pietra con al centro, sul pavimento, un diario. Il diario di Ort-Meyer.
Dopo aver letto tutto il diario il gruppo nota quanto scritto alla data dell'08/11/1988, lasciata da 47 come indizio. "Tutta la IV serie di cloni è stata sottoposta alle prove tossicologiche. 47 è l’unico ad aver superato senza problemi le prove, mentre i cloni 39, 44 e 57 sono rimasti paralizzati per quasi due minuti alla mimina esposizione al tabun. È possibile che il mio lavoro sul DNA umano sia riuscito una sola volta combinando il 47esimo cromosoma e mai con gli altri?"
È evidente che 47 ha voluto indicare una delle debolezze di 57, il clone liberato dal laboratorio, e lasciare ai suoi compagni un aiuto per poterlo uccidere.
Faroux racconta che Ort-Meyer è un discreditato scienziato tedesco fuggito in Romania prima e poi negli Stati Uniti, le cui teorie radicali erano profondamente insane. Censurato dalla comunità scientifica e ignorato dai media Ort-Meyer credeva che la ricombinazione genetica e la clonazione umana potessero essere usate per produrre perfette versioni di esseri umani, superiori in forza e capacità mentali, e senza scrupoli di coscienza. Il suo obiettivo finale era quello di creare un esercito di potenti e obbedienti superuomini. Sfruttando fondi governativi (e finanziamenti dalla criminalità organizzata) e mascherando la sua attività di ricerca con un orfanotrofio, Ort-Meyer creò 4 diverse serie di cloni, tra cui l’agente 47. Che lo uccise rompendogli il collo dopo essere fuggito dal laboratorio.
Convinti che ormai la prossima tappa sia il Red Carpet gli agenti escono dalla Vecchia Sede e partono verso Parigi. Faroux andrà all’obitorio per vedere la figlia si accomiata dicendo: “La morte di Ewans e di mia figlia indicano che siamo al centro di un ciclone. Se non vogliamo rimanere distrutti dobbiamo provare a fermarlo. O quanto meno a farlo diventara un vento leggero. Buona fortuna!”

A Parigi gli agenti trovano il Red Carpet e si appostano sul tetto del palazzo di fronte per avere un punto di visuale privilegiata. Tuttavia muovendosi in quattro ancora alla luce del sole attirano l'attenzione dei condomini, che chiamano la polizia. Due agenti della polizia intervengono e chiedono spiegazioni al gruppo, che si identifica come squadra investigativa dell'Interpol. Se Ada non si fosse opposta e lamentata per il trattamento, i due agenti non avrebbero ritenuto opportuno di condurre il gruppo in questura per maggiori accertamenti.

2 commenti:

Fede ha detto...

Ada non si è lamentata per il trattamento ricevuto, anzi ha chiesto semplicemente agli agenti di identificarsi per verificare le loro identità.... Chiunque potrebbe presentarsi come agenti di polizia :)

Astann ha detto...

È vero ho sbagliato io... ma venerdì riparo :-P