sabato 15 settembre 2007

Complotto! L'Ort-Meyer Asylum

Tutti gli indizi sembrano portare verso l'agente 47, che tra l'altro risulta essere sparito dalla circolazione per volare proprio a New York. Utilizzando il suo nome non in codice, Alec Barkley, ha poi volato fino a Phoenix. Ma questo due giorni dopo essere stato New York. E dopo essersi fatto vedere nel ristorante da cui è stato sparato il colpo che ha ucciso le guardie del corpo di Ewans, la sera dell'omicidio.

Il colpo preciso, l'arma usata, il proiettile subsonico ad alta perforazione, l'aver lasciato nessuna traccia, il metodo usato per bypassare le telecamere a circuito chiuso dell'edificio. Un colpo da professionisti, che avrebbe richiesto o una squadra addestrata o un super agente.

Dopo un'accurata analisi della scena del crimine e del circondario Anouk e i suoi chiamano Florimond Faroux. Faroux, informato dei sospetti, decide di lasciar loro 24 ore prima di diramare la foto segnaletica di 47 all'FBI. La squadra vola quindi sull'unica traccia disponibile: Phoenix. Leggendo la scheda di 47 scoprono che a Phoenix 47 era cresciuto, tra le mura dell'orfanotrofio Ort-Meyer.

L'orfanotrofio però risulta essere stato chiuso nel 1994, e non è segnalato su nessuna carta stradale o archivio. Alla centrale di polizia di Phoenix Lucas parla con un sergente che ricorda il quartiere in cui si trovava l'Ort-Meyer, e ricorda anche che era stato chiuso addirittura dall'FBI. Mentre non risulta che nessun bambino sia mai stato assegnato in quell'orfanotrofio.

Raggiunto il quartiere è facile trovare, tra capannoni, piccoli complessi industriali e palazzoni, l'insegna dell'Ort-Meyer. Un edificio di due piani ormai in rovina, circondato da un giardino alberato piuttosto cupo. Void nota che sul selciato del giardino ci sono delle tracce: qualcuno è passato di recente.

Facendo attenzione il gruppo entra dalla porta principale dell'edificio, l'unico ingresso disponibile dato che le finestre hanno tutte delle robuste grate. Il piano terra è fatiscente come l'esterno; qui si trova un ampio salone su cui si aprono diverse porte: cucine, aule e altre stanze il cui abbandono e disordine rende impossibile riconoscere l'originaria destinazione.

Dopo essere scesi nel piano interrato finalmente trovano una porta di ferro segnalata come "Lab". La porta è aperta, e dentro rivela appunto un laboratorio nascosto. Tutto è crivellato di colpi di mitra e un forte odore di plastica bruciata ristagna nell'aria. Quattro cadaveri a terra tra l'ingresso e il piccolo ufficio dalle pareti a vetri sulla sinistra. I cadaveri vestono come tecnici di laboratorio. Sulla destra della stanza si trovano quattro vasche, simili a docce in vetro, tre rotte e una integra. Ai piedi di quelle rotte ci sono tre cadaveri di uomini, nudi e ancora bagnati dal liquido che era contenuto nelle vasche e che ora è sparso su tutto il pavimento.

I tre uomini sono pelati e hanno un codice a barre tatuato sul retro del cranio. Assomigliano in tutto e per tutto all'agente 47. Le prime cifre dei codici a barre sono comuni a tutti: 640509-040157, e terminano rispettivamente con 51, 52 e 55. Il codice a barre è riportato anche sulle rispettive vasche. La quarta vasca riporta invece il codice 57.

Nel laboratorio si trovano documenti bruciati, hard disk distrutti, organi umani per terra probabilmente conservati in contenitori di vetro e alluminio. Molto materiale risulta essere stato asportato, il resto è tutto rovinato e inservibile.

Una sola foto rimane salva, di tante che erano appese.
Karon, prontamente, gira la foto e vi trova scritta a mano la frase "Kazenishi Gay, 08/11/1988". Non riconosce la scrittura, ma questo è evidentemente un messaggio di 47. Nessun altro sa che Kazenishi è gay, o no?

Mentre qualcuno dall'alto stava per suggerire di pensare a come facesse 47 a sapere cosa accadeva all'Ort-Meyer Void sente un rumore provenire dal piano di sopra. Ada e Karon, seguiti da Void, salgono al piano di sopra e trovano un barbone, nel salone all'ingresso, che dà loro le spalle.

Evidentemente il barbone usa l'edificio come rifugio, ma Ada che non si fida delle fatalità decide di provare a tagliargli la gola prendendolo alle spalle. E poi dicono che non siamo prevenuti contro i barboni...

Ma il barbone si gira improvvisamente e rivela un mitra che spara una raffica contro Ada. Karon è pronto e gli salta addosso con la sua katana, affettando il mitra con un solo colpo. Non vuole uccidere il "barbone", vuole interrogarlo. Ma dovrà rimandare l'incontro tet a tet perché da corridoi e stanze sbucano altri tre barboni e altrettanti mitra, e, dietro di loro, un quarto. Questo però, pur avendo il mitra, non è un barbone, è anzi vestito molto elegantemente, capelli lunghi e ordinati, un sorriso beffardo e due canini aguzzi.

La sola presenza del "dentone" mette agitazione in Ada e Karon, che gli si avventono addosso per evitare che sia lui a mettere i suoi denti su di loro.

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