domenica 14 ottobre 2007

Complotto! Trappola in Terra Merovingia

Dopo qualche tentennamento Kazenishi, Ada e Lucas ritornano nel garage del Red Carpet. Questa volta sono fortunati e riescono a parcheggiare la loro auto nel primo blocco di garage dove, ispezionando l'interno degli altri garage del blocco grazie alle loro optiwand, trovano la Passat di Valiant.
Ada apre la porta bypassando il sistema di sicurezza. La Passat è proprio quella del molo di Rouen, ha anche il vetro del finestrino rotto. Mentre Ada cerca di aprire la macchina, Lucas pensa bene di mettere il braccio dentro il finestrino, facendo scattare l'allarme volumetrico. Ada blocca l'allarme e in fretta i due riescono ad aprire il bagagliaio, dove trovano una delle tre casse di metallo viste al molo.
I tre tornano in auto ed escono di corsa dal garage, si riuniscono a Void e Anouk e controllano il contenuto della cassa: organi umani, documentazione sulle procedure di clonazione, cd-rom. Non avendo tempo per portare la cassa al sicuro, il gruppo la affida a un blindato della polizia che lo scorterà fino alla sede dell'Interpol a Lione.

È notte inoltrata quando i cinque investigatori dell'Interpol raggiungono rue du Pont Neuf, dove trovano il palazzo in cui risiede Vidal.
Tutte le finestre sono buie, sembrano oscurate dall’interno, e non si vedono movimenti dall’esterno. Non pare ci sia nessuna buona entrata per il palazzo. Void però, sapendo di aver visto 47 in mezzo all'acqua, guarda sotto la casa dove scorre la Senna e si accorge che una sorta di tunnel si insinua proprio sotto il palazzo di Vidal.
Il gruppo scende e trova una banchina percorribile su cui è ormeggiato lo yacht visto a Rouen. Davanti allo yacht una porta di ingresso. Non c'è sorveglianza, tranne delle videocamere poste negli angoli del tunnel.
Dopo aver scassinato la porta il gruppo si ritrova in una cantina dall'aria antica. Un'iscrizione dice "Invictus in Merovingi Solum MDCIX", ovvero, secondo la traduzione di Lucas, l'invincibile in terra Merovingia nel 1609. Void però sa che "Invictus" sta per l'aristocrazia vampirica, e non tanto per un più generico "invicibile".
Nelle cantine non trovano nulla, solo gli arredi del trasloco di Vidal. Una scalinata conduce verso una porta, oltre la quale pare esserci qualcuno, vampiri per la precisione. Ma Void ha la sensazione che ci sia qualcun'altro nelle cantine, seppure non riesca a capire dove.
Per evitare di entrare in una zona così sorvegliata Ada cerca un ingresso alternativo, magari sulle tracce di 47, che Void ricorda aver visto, grazie ai suoi poteri, in una stanza allagata mentre si toglieva la muta.
Ada si immerge nel fiume, sotto il tunnel, e trova una grata che in effetti conduce proprio ad una stanza chiusa. Qui trova la muta di 47 ma nessuna via di uscita. Anche Karon e Anouk scendono in acqua per ispezionare la stanza, ma solo Anouk, con le sue capacità extra-sensoriali, riesce a ricostruire quanto successo qui: 47 aveva nascosto la sua attrezzatura ed è arrivato, probabilmente insieme allo yacht di Vidal, lasciando la muta e prendendo l'attrezzatura in cambio. Un buon posto per nascondere del materiale.

Ritornati in cima alla scala i cinque sono ancora indecisi sul da farsi. Alle loro spalle però, alla base della scalinata, si materializzano alcuni vampiri. Void capisce: i topi di cui percepiva la presenza prima altri non erano che questi vampiri in una forma fisica diversa. I vampiri sparano impedendo al gruppo di tornare sui loro passi. Per evitare di finire male Lucas apre la porta, entrando in un locale molto grande, buio, con un soffitto sorretto da due altre colonne di pietra. In alto notano, sul tetto, due finestre da cui filtra una lama di luce, attraverso pesanti tende scure. Delle luci deboli illuminano il locale. Alla loro destra, sopra un soppalco, sentono una voce: “Mani in alto, idioti”. È 47, o un suo sosia.
Elegante, con in mano uno shotgun, 47 è insieme a due vampiri, probabilmente gli stessi scagnozzi del molo. Al piano basso della stanza però, sotto il soppalco, ci sono altri vampiri, armati e aggressivi. “Uccideteli tutti tranne uno”, grida 47, “servirà per capire chi li ha condotti qui…”
Void prova a raggiungere mentalmente 47, e lo trova sul tetto del palazzo. Non è 47 che li sta attaccando quindi, ma 57, il clone liberato dal laboratorio. Si tratta di resistere fino al suo arrivo, pensa Void, e di concentrarsi su far fuori 57.
Durante lo scontro il gruppo riesce a farsi strada verso la scala, che si trova in fondo alla stanza, che conduce al soppalco. Ma solo a fronte di grandi sacrifici, subendo molte ferite e rischiando di venire travolti dai colpi del clone e dei suoi scherani. Nel frattempo i vampiri che avevano attaccato il gruppo da sotto le scale irrompono nella sala, mentre altri, in forma di topi, si sono introdotti nella stanza e ora sono pronti ad entrare nella mischia. L'equilibrio delle forze in campo è compromesso a favore della fazione di Vidal.
Improvvisamente dall’alto si sente un rumore di vetri infranti e si vede scendere una corda, da cui cala 47 appeso con le gambe in alto e con una pistola in ogni mano: 47 spara verso i vampiri più vicini al gruppo, polverizzandoli sul colpo, mentre 57 scappa oltre alla porta del sopplaco. “Vi copro le spalle, prendetelo!” comunica 47 via radio.
I cinque corrono verso 57, mentre salgono le scale del soppalco alcuni vampiri cercano di attaccarli ma vengono sistematicamente uccisi da 47 che rimane appeso in alto. Si liberano dei due sgherri di 57 e aprono la porta del sopplaco, che dà su un ampio salone, una sorta di elegante biblioteca. 57 è a qualche metro di distanza e li sta aspettando. Ha preso da un tavolo un altro shotgun, ed è pronto ad usarli entrambi.
Le ferite inflitte a 57 sembrano rigenerarsi colpo dopo colpo, ma non quelle provenienti dalle pallottole trattate col gas nervino. Sono queste che, alla fine, uccidono 57. Nel frattempo Ada, Lucas e Karon sono caduti. Anouk interrompe l'emoraggie di Lucas e Karon, riportandoli coscienti, seppur critici. Il corpo di Ada invece si ricompone in una scarica elettrica, bruciando una riserva di pyros che non potrò mai più essere riprodotta dal suo organismo.

Anche 47 arriva dietro di loro, si è liberato dei vampiri e dice “Dobbiamo andarcene, di corsa…” . I suoi compagni non fanno in tempo a notare che 47 sembra molto più alto del normale, quando la casa trema. Vidal sta arrivando.
Il grande portone che conduce al salone va in mille schegge. Un Vidal col volto deformato in una smorfia orrenda, i denti aguzzi, le orbite scavate, lunghi artigli alle mani entra nella biblioteca e rivolge al gruppo un “Luridi mortali”, e si avvicina.
47 non esita e scarica le due pistole contro il Maestro dei Vampiri, che riceve tutte le pallottole senza subire alcun danno. Vidal apre il mantello e balza in avanti. Quando atterra punta una mano verso loro, stringendo il palmo verso l’alto, e una nube nera esce dal pavimento e avvolge tutti e sei gli agenti dell'AID. La nube soffoca, brucia la pelle, corrode i polmoni. Dopo i primi secondi gli agenti capiscono che non potranno resistere ancora a lungo...
Ma dietro di loro una voce “Non così in fretta”. È Faroux. Vidal lo vede e si deconcentra quel tanto che baste per far cessare la nube. Aria finalmente, pensano gli agenti respirando ancora, seppur tossendo. Faroux entra nella stanza e dopo il primo passo si trasforma, diventando un enorme drago, le scaglie nere e lucenti. Il drago-Faroux si avventa su Vidal ruggendo di rabbia ed emanando una enorme nuvola di fiamme.
Il gruppo deve andarsene in fretta e scappare dall’unica via aperta, verso la Senna. Dai due che combattono provengono urla e rumori mentre il gruppo raggiunge il motoscafo di Vidal. Ada sta per partire quando dalle scale si sentono dei passi strasciati che li seguono. Dopo qualche istante emerge dalla porta Faroux. Profondamente ferito, ma soddisfatto: Vidal non potrà camminare per un bel po'. Si tiene una mano sul fianco, sembra non riuscire a muoverla, e zoppica. Si stende su un divanetto dello yacht mentre Ada lo conduce lungo la Senna e si lascia andare rilassato “Ora è tempo di tornare a casa”.

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