La storia di Waimea
Waimea venne fondata nel 1852, nel mezzo della palude e dei canneti, e all'inizio non era altro che un stazione di sosta durante gli spostamenti verso mete più grandi e più belle. Poco tempo dopo fu aperta una fabbrica siderurgica a sud del paese.
Nel corso dei decenni successivi la città crebbe fino a ospitare, nel suo periodo di splendore, circa duecento individui. Quando la fabbrica sembrò esaurire il suo “ciclo vitale”, però, i cittadini persero ogni volontà di rimanere lì. Alcuni tennero duro, forse riluttanti a cambiar vita improvvisamente oppure trattenuti da un senso di “campanilismo”. Alla fine, comunque, la popolazione diminuì fino a contare meno di 50 individui - mentre nella fabbrica lavoravano solo alcuni immigrati e dei mediorientali. Dopo che il poliziotto Lunskaya ebbe scoperto l'infedeltà della moglie (secondo lui vittima di violenza sessuale, ma in realtà consenziente) e giustiziato l’iraniano Faarooq, la città subì una forte botta morale, seguita appresso dal diffondersi di una “reale” malattia. La sifilide giunse in una ventosa notte del gennaio 1919. Già a marzo, tutti quelli che non erano morti avevano comunque contratto la malattia (in parte a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie, causato dall’avvelenamento dell’acqua provocato dagli scarici della Kalytroin). Il poliziotto, incapace di sostenere tanto dolore, andò di casa in casa sparando a coloro che non erano già morti e che non si erano suicidati per sfuggire alla sua furia. Giunto il mattino, si conficcò una pallottola in testa.
Fu questa tragedia a originare lo spirito senza pace della città. A quanto pare, Waimea non aveva alcuna intenzione di sprofondare nella notte eterna. Con i ricordi residui di tutte le persone che vi avevano abitato, dal decesso della città nacque un'entità che continuò a vivere una fredda e inquieta "vita" dopo la morte.
La storia di Dyer Lunskaya
È difficile dire se Dyer Lunskaya sia mai stato un individuo buono, ma non si può certo negare la sua devozione. Suo padre era un uomo di legge sotto lo Zar, sua madre una sarta. Egli sperava, un giorno, di poter seguire le orme del padre. L'opportunità arrivò a un'età insolitamente giovane, e nel 1898 divenne poliziotto della città di Waimea. All'inizio il lavoro era duro (prima che la legge entrasse nella testa della gente), ma Lunskaya fece conoscere i suoi metodi senza mostrare misericordia nei confronti dei criminali ed esibendo clemenza con coloro che rispettavano la legge. Uomo orgoglioso, Lunskaya scelse una delle donne più belle della cittadina - Esme, la figlia di un operaio. La sposò e presto i due ebbero un bambino. Il figlio avrebbe poi lasciato la città (senza l'approvazione del padre) per andare a lavorare nella nuova industria petrolifera, molto a ovest di Waimea.
Quando Lunskaya scoprì che la moglie lo stava tradendo con uno degli umili “selvaggi” costretti a lavorare nelle miniere, qualcosa in lui scattò improvvisamente. Il suo orgoglio offuscò la verità, ed egli decise che un simile animale avrebbe potuto avere sua moglie solo violentandola - e lo stupro era un crimine punibile con la morte. Non aveva importanza che fosse una morte veloce e indolore o lenta e straziante. Lunskaya uccise il “criminale”, un iraniano chiamato Faarooq, murandolo nelle profondità della fabbrica. Non molto tempo dopo questo atto brutale, un'epidemia venerea spazzò la città. Il poliziotto, convinto che si trattasse di una maledizione scagliata dall'iraniano, non riuscì a restare a guardare la città sofferente. L'orgoglio si mischiò a una spinta di pietà, e Lunskaya salutò con un proiettile tutti gli abitanti di Waimea che erano malati e costretti a letto. Afflitto dal suo attaccamento al “dovere”, egli scrisse un ultimo appunto sul suo diario, si infilò nella botola sotto l'ufficio e si sparò.
Si svegliò poco dopo come fantasma, con l'orgoglio distrutto e sostituito dall'ira.
La storia di Donnie Lunskaya
Nel corso della sua vita, Donnie non ha fatto molte cose di cui valga la pena parlare. Benché non tutti i suoi sforzi siano stati un fallimento, ognuno di essi ha comunque ottenuto un risultato mediocre. Non ha mai finito il college. Non ha mai avuto una vera fidanzata. Non è riuscito a tenere un lavoro per più di un anno. Sembrava destinato alle piccole cose... e lo sarebbe stato, se non fossero arrivati i sogni. Lo perseguitavano fin dalla giovinezza, mostrandogli immagini mostruose. Esse erano così vivide da sembrare reali, come se Donnie avesse potuto toccarle, se solo fosse stato in grado di sapere dove fossero... Quindi partì alla ricerca di ciò che lo stava perseguitando, seguendo segni stranamente familiari e intuizioni, finché trovò la strada per arrivare a Waimea. Si ritrovò a casa. Il luogo aveva bisogno di qualcuno che lo badasse - e di manutenzione - e Donnie iniziò a farlo. Era finalmente impegnato in qualcosa di importante, qualcosa che era davvero degno di essere fatto. Donnie ora non si ferma davanti a nulla pur di garantire alla città ciò che “lei” desidera.
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