lunedì 22 ottobre 2007

Archivio: Waimea secondo Ada

Quando ho ricevuto l’ordine di preparare i bagagli per collaborare con l’Interpool Advanced Investigations Department di Lione ero molto perplessa… Nella mia mente avevo mille interrogativi e l’unica cosa certa era l’indirizzo della mia nuova abitazione.
Arrivata a destinazione non ho avuto neanche il tempo di disfare i bagagli e dare una ripulita alle armi che mi arriva una telefonata dagli uffici dell’Interpool e mi chiedono di presentarmi nella loro sede a tarda sera.
Bene bene finalmente avrò alcune risposte alle mie domande… Arrivata a destinazione mi dirigo verso una grande sala d’aspetto dove ci sono altri due tizi ci scambiamo degli sguardi e poi nella diffidenza più totale ci presentiamo: c’è un avvocato penalista, Pietro, e un certo Void che di professione fa l’investigatore, ma è una persona molto strana e mi da poca fiducia … Dentro di me spero vivamente che non siano loro le persone con cui dovrò collaborare!!
Finite le presentazioni arriva il capo, un certo Faroux che ci spiega il motivo della nostra convocazione e alla fine ci dice quale sarà il nostro compito: andare in Russia per soccorrere la prima squadra e per portare a termine la missione assegnata: uccidere il mostro.
Dopo questa conversazione, capisco che gli altri membri non sono militari addestrati e mi chiedo cosa mi aspetterà...

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È passato qualche giorno dal nostro arrivo e tra alti e bassi la prima missione è stata portata a termine, anche se il confronto con gli altri membri non è facile, ma mi sono fatta l’idea su alcune persone come Void e l’avvocato: entrambe stanno dimostrando di essere due persone mentalmente instabili, mentre gli altri tre membri, bhè… preferisco non parlarne… Spero solo di non essere stata chiamata per fare la Baby Sitter!!

Questo è quello che è successo fino a quando non ci siamo bloccati in un paese disabitato in mezzo al deserto Russo. Entriamo nella città non c’è anima viva e decidiamo di andare verso una fabbrica. Pietro decide di rimanere in macchina, mentre io e gli altri entriamo…Ma c’è una strana canzone che aleggia all’interno, sembra il lamento di una persona. Seguiamo il lamento che ci porta verso una camera a tenuta stagna, l’apriamo e all’interno troviamo due scheletri… ci mancava solo questo!!
Intanto Void se ne va per conto suo e sale al piano superiore, mentre io ispeziono la zona e trovo un ascensore. Provo a vedere se funziona, ma sbaglio qualcosa e quasi rischio di essere travolta dai fili. L’ascensore precipita e provo a vedere quanti piani ci sono oltre al nostro, ma niente.
Vado verso la macchina per prendere una bomba luminosa e trovo Pietro impegnato in un’intensa conversazione con i corvi, lo guardo e dentro di me si concretizza l’idea che lo stress della missione sta portando le persone a un crollo psicologico, la certezza c’è l’ho quando Void senza motivo spara ad un corvo ad un metro dall’avvocato, questo mi porta a pensare che è giunta l’ora di prendere dei provvedimenti… Sono stata addestrata a svolgere ogni tipo di missione e a sopportare lo stress, ma con me c’erano altre persone addestrate a sopportare ogni cosa, in questo caso ci sono dei semplici civili abituati ad altre situazioni…

Forse è meglio ripartire, ma dopo qualche ora di viaggio ci troviamo nuovamente al punto di partenza, Pietro sbaglia le misure e la macchina finisce in una palude…Non ho parole!!
In mattinata decidiamo di tornare nel villaggio e per evitare situazioni come quella di ieri decido di controllare tutte le armi e di limitare i caricatori, nasce un’accesa discussione e sarei tentata di prendere la pistola e sedare la discussione con la forza, ma non mi sembra il caso e questo mi porta a prendere una decisione che va contro i miei principi di SWAT: lasciare la pistola a Void, per quanto sia una persona inaffidabile e pericolosa. Comunque sia gli ho lasciato solo le munizioni all’interno della pistola, gli altri hanno un caricatore ciascuno e in caso di necessità sono pronta a correre in loro aiuto, ma per il momento è meglio evitare situazioni rischiose per il gruppo e per me stessa... per ogni cosa sarà meglio tenere sotto controllo Void e lasciare che scriva la sua fine da solo.

Torniamo al villaggio dove c’è una strana sensazione di qualcosa lasciato in sospeso, iniziamo a perlustrare delle case e alla fine troviamo una casa degli orrori: all’interno c’è una famiglia sterminata… è strano questo villaggio, succedono strane cose… E forse nel gruppo ho trovato una persona di cui mi posso fidare e che riesce a razionalizzare ogni situazione.

Dopo qualche indagine torniamo alla fabbrica e perlustriamo i piani interrati. Al più basso troviamo una grande confusione e riusciamo solo a vedere grandi macchinari. Alla fine ci imbattiamo in un muro chiaramente posizionato in modo frettoloso. Usiamo una spranga per abbatterlo e dopo qualche difficoltà troviamo al suo interno un ennesimo scheletro, con diverse fratture e con una scritta: “Qui giacciono le ossa maledette di Faruuq”.

Arriva la notte e decidiamo di rifugiarci al piano degli uffici.

Cosa ci succederà?

Ada

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