Mai disturbar il can che dorme.
Ma il danno è oramai fatto, ancor più dopo che sono stato disturbato pure io. A breve vedremo le conseguenze dell’aver svegliato qualche strana creatura dormiente da decenni… e a breve vedranno che vuol dire rompermi la scatole. A meno che non cambino atteggiamento, ho già un paio di nodi da slegare a seguito di quanto mi hanno combinato in queste due ultime avventure.
Forse dovrei capire che probabilmente gli altri non sono capaci di sopportare lo stress come il sottoscritto e che basta poco per stravolgere la loro fragile emotività. Anche quella donnetta isterica che ama dirci cosa fare, quando a malapena sa legarsi le scarpe, smentisce in 10 minuti la buona impressione che mi aveva fatto nella grotta. Mi chiedo anche che hanno in testa i nostri capi per mettere una così al comando.
Eddie è indubbiamente colui che meglio si è comportato in questa avventura. Si è addormentato nella Jeep e lì è stato tutto il tempo, senza sbattersi inutilmente come noi, visto che sembriamo essere solo in grado di fare casini e metterci nei guai.
Dove eravamo rimasti??? Ah, si’… ricordo…
Mentre guardavo tra le carte della fabbrica ho trovato un bel cappio appeso al soffitto e a terra uno scheletro con vicino relativo teschio. Lo prendo in mano e lo porto al nostro medico, già impegnato con gli scheletri di Romeo e Giulietta. Sicuramente Shakeapeare deve centrare in tutto questo… Romeo e Giulietta… e io che mi trovo con un teschio in mano. La tentazione di recitare l’Amleto è forte: “Essere… o non essere… … … in compagnia di 5 deficiienti”. E già, come definirli altrimenti? Per esempio non ho potuto non notare che il nostro bel avvocato era impegnato a fare quattro chiacchere con un gruppetto di corvi e a dividere con loro le nostre razioni. Dopo un’oretta la cosa mi ha fatto perdere la pazienza, per cui ho voluto mostrargli come non c’era nulla di strano in quei corvi e che se colpiti con una pallottola cadevano al suolo stecchiti come tutti gli altri corvi. L’azione tuttavia non sembra sia stata gradita dai miei compagni, probabilmente preferivano tenere occupato in quel modo l’avvocato in modo che non li disturbasse con la sua logorrea cronica. Probabilmente avevano ragione, meglio se restava a parlare con i corvi.
Intanto Anouk è deliziata nell’aver trovato soggetti su cui svolgere la sua passione, ovvero una bella autopsia… peccato solo che siano poco in carne. Scopre che i due scheletri sotto sono di una uomo e di una donna, quello sopra di un uomo. Dalla lettera che ho trovato si capisce che è il padre dei due ragazzi. Durante tutto questo la nostra miss SWAT vuole mostraci la sua abilità meccanica, decidendo di riparare l’ascensore. Riesce quasi a farmi fare un infarto, visto il fracasso che provoca: semplicemente toccando la sua centralina distrugge l’ascensore, che precipita a picco fino all’ultimo piano sotterraneo. Si decide per ora di non scendere e Anouk con una bella ma inutile intuizione scopre che è solo la spia a non funzionare, la benzina c’e’.
Perché inutile? Proviamo ad andarcene, ma non ci riusciamo, torniamo sempre allo stesso posto. Fino a quando esasperati decidiamo di esplorare meglio la zona. La città è deserta, ma il suo passato ci arriva tramite delle visioni. Vediamo delle esecuzioni e delle curiose X rosse sulle porte, che il nostro ‘so tutto meglio di un’enciclopedia (ma non chiedetemi di fare altro che non sia aspettarvi, coprirvi le spalle o parlare con i corvi)’ identifica come rimembranti di quelle bibliche. Infine l’archeologo vede delle esecuzioni. Poco prima di imbatterci in una folla di fantasmi che se la prendeva con un operaio e spingendolo a calci e a sprangate fino alla fabbrica, notiamo come nel paese, deserto e in rovina, sia in realtà parcheggiata una macchina. Gli occupanti li troviamo morti in casa, il padre ucciso da un colpo di fucile a pallettoni, la madre legata e sgozzata; le figlie decapitate, legate e incinta di pochi mesi, nonostante la tenera età (quest’ultima informazione saputa grazie ad Anouk… speriamo non si sia sbagliata).
L’uomo del corteo veniva additato come stupratore, per cui mi vengono legittime due ipotesi:
- un fantasma o mostriciattolo stupratore le ha messe incinta.
- il padre era un pedofilo/stupratore ed è stato punito dagli spiriti (o qualcuno per loro) della città già indispettiti per essere stati vittima di simili episodi.
Dopo altre visioni e fatti strani, decidiamo di partire per la fabbrica e di esplorarla partendo dalle fondamenta. Troviamo le ossa dell’operaio aggredito dalla folla. La stanza degli altiforni era comunque devastata, 90 anni fa deve essere successo un macello lì dentro. Il muro che gli faceva da bara era imbrattato da una scritta: ‘Qui giacciono le ossa maledette di Faarooq‘. Sebbene non fosse saggio distruggere il muro lo demoliamo, anche se nel farlo questo crolla in testa dell’archeologo che si fa piuttosto male, segno questo che la maledizione forse è davvero presente (mentre Ada, la SWAT, anche questa volta dà spolvero alla sua incapacità non riuscendo nemmeno a scalfirlo).
Man mano che esploro la ditta, infatti, la sensazione si fa sempre più forte… abbiamo svegliato qualcosa e ogni minuto che passa diventa sempre più potente. Arrivata la sera decidiamo di chiuderci nella sala degli uffici, sperando di essere abbastanza protetti. Sicuramente non sarà così, dubito che le nostre armi ci possano aiutare, l’unica speranza è che l’essere che abbiamo risvegliato non si dimostri troppo minaccioso nei nostri confronti o che troviamo un modo per placarlo.
Magari potremo sacrificare Ada, visto anche che le nostre scorte di proiettili ci sono state da lei razionate perché aveva paura che la situazione degenerasse (e ci credo… con un capo così…). Anzi, secondo lei dovrei anche ringraziarla, visto che mi ha lasciato l’arma dopo quello fatto con i corvi. E che ne sapevo io che fosse un’animalista? Mah… probabilmente è solo in ‘quel’ periodo del mese…
Comunque sia spero che la situazione si evolva velocemente. Domani ho una partita on-line a Warcraft 2 con il mio clan e senza di me rischiamo di perderla. Devo dormire un po’ e concentrami. Magari se riprendiamo il viaggio in Jeep riesco a giocare tranquillamente, anche se non sarò a casa come avevo sperato.
Void
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