lunedì 22 ottobre 2007

Archivio: Waimea secondo Void (2)

Alla fine ho portato a casa la pelle, l’unico con solo qualche graffietto, pero’ ero stanco e la partita a Warcraft è andata da schifo, abbiamo perso. Tornerei indietro e brucerei la città, tirerei fuori dalla tomba le loro ossa e le prenderei a calci fino a Lione, per poi cremarle una ad una. Tutta colpa di quel psicopatico di poliziotto. Odio gli psicopatici, fanno sempre casini… dovrebbero internarli alle prime avvisaglie di squilibri mentali.

Avevo chiuso lo scorso racconto che eravamo barricati nell’ultimo piano della fabbrica, preparati per una notte di caccia ai fantasmi. Incredibilmente, incubi a parte, l’alba è arrivata senza problemi. Decidiamo di tornare in città, ma non troviamo indizi rilevanti. E’ sempre più evidente che abbiamo a che fare con fantasmi, ma non riusciamo a capire di chi. Odio avere dubbi, pensare troppo mi fa diventare di cattivo umore e venire mal di testa. Senza contare che la città è opprimente, aleggia uno strano clima che ti rende paranoico. Nonostante la freddezza che mi contraddistingue era impossibile anche per me non essere influenzati e infatti me la sono presa con Ada, che tra l’altro ha fatto di tutto per dimostrare la sua inettitudine come capo.
Su mia idea torniamo in fabbrica a fare le pulizie. Prendiamo le ossa di Romeo e Giulietta, dell’impiccato e del tizio murato vivo. L’idea è di sotterrarle al cimitero, ma mentre siamo impegnati nel loro recupero un allucinato appare alla porta della fabbrica con un vecchio fucile, probabilmente lo stesso che aveva ammazzato il padre nella famiglia trovata massacrata in una delle case in paese. Ci minaccia mormorando cose senza senso. Lo gambizziamo ma trova comunque la forza per andarsene. Lo seguiamo con le ossa, ma per il momento perdiamo le sue tracce.
Lo troviamo in paese, seduto vicino ad una casa che mormora tra sè. Guarda la terra, come se avesse paura che qualcosa sbucasse da essa o lo afferrasse. Ci dice che LEI ci ucciderà… che ci uccideremo fra di noi e poi lei eliminerà il superstite. Anouk, il nostro medico, che inaspettatamente conosce le arti marziali , lo disarma di sorpresa, ma si accorge che oltre il fucile aveva anche un pugnale solo quando se lo trova conficcato nel corpo e una fontanella di zampilli di sangue dona colore ai suoi vestiti e al suolo circostante. Donnie, così si chiamava il pazzo, fa una brutta fine, rivelandoci solo che in paese c’erano altri tre ragazzi. Li troviamo in una casa lì vicina uccisi in modo cruento, ma inizia a succedere qualcosa di strano.
Il pavimento della casa in cui eravamo entrati crolla, poi scoppia un incendio. Noi usciamo, mentre l’avvocato caparbiamente continua l’esplorazione. Uscito anche lui con le informazioni sui tre ragazzi, l’incendio magicamente cessa. L’auto di Donnie, vuota, ci viene incontro. La vedo e la schivo, mentre becca in pieno gli altri che non ho fatto in tempo ad avvisare… ahimè ne escono ancora più malconci.

Avete notato come in tutte queste righe non sia mai apparso il nome del nostro capo? Ada infatti si è dimostrata un pesce lesso: lei, una SWAT, ha fatto disarmare Donnie ad un medico, che per vista l’inesperienza si è beccata una bella pugnalata. Non ha dato istruzioni durante l’incendio, si è fatta cuccare come una beota dalla macchina. Dentro di me stava montando una rabbia quasi incontrollabile, mi sembrava che tutto quanto stava accadendo fosse colpa sua. Per non aggredirla parto me ne vado a seppellire le ossa, meglio agire, ho già perso abbastanza tempo a parlare. Da lontano mi chiamano, ma cavoli loro, sbrighiamo questa situazione e andiamocene. Il piano:

1) Scavare sulla tomba di Esne e tirare fuori le sue ossa. Ci sembrava il nome della donna fosse ricorrente… che sia sul lo spirito che ci perseguita?
2) Bruciare le sue ossa
3) Seppellire la altre che abbiamo portato dalla fabbrica.

Il problema è che non avevo nulla da scavare… ma ecco che nemmeno farlo apposta pesto su una tagliola, mi trancia quasi la gamba ma poi si rileva un ottimo attrezzo per scavare. Devo stare simpatico a questo spirito, mi grazia diverse volte e mi fornisce anche i mezzi di cui necessito Wink
Nonostante una serie di imprevisti riesco a svolgere i compiti che mi ero prefissato. Ma la situazione era lungi dall’essere risolta. Mancava qualcosa… il poliziotto, di cui avevamo visto lo spirito. Dovevamo trovare le sue ossa.
Veniamo attaccati dalle tegole dei tetti. Decido di rifugiarmi in chiesa, ovvero nel luogo che mi sembrava potenzialmente più sicuro. Ada intelligentemente mi segue, ma con la sua patetica autorità non riesce a farsi seguire dagli altri. Che la mia idea fosse buona lo verificammo poco dopo, quando gli altri vennero attaccati dai lupi.
Decido di arrampicarmi in chiesa in un luogo sicuro. Non sentito da Ada nessuna frase del tipo ‘Puoi sparare ai lupi’, per cui me ne sto al sicuro. Se l’è presa così tanto perché ho ammazzato un corvo… figurarsi un lupo…
Alla fine riesco ad ammazzarli, anche se alcuni entrano in chiesa ben rosicchiati. Soprattutto il medico e l’archeologo sono messi male, ma Anouk ha la presunzione di poter curare una persone messa com’era e quasi lo ammazza del tutto. Ahimè solo quasi, probabilmente se la caverà nonostante l’aiuto del nostro dottore. Se moriva era sicuramente una minaccia in meno, vi ricordo come solo qualche giorno prima abbia tentato di aggredirmi e eliminarmi. Coperto da suo amico avvocato, ovviamente…

Alla fine, calmatesi le acque, partiamo per la stazione di polizia. OK, l’avevano già ispezionata, ma non l’avevo ispezionata IO! Infatti trovo una botola, sotto una piccola stanza con il corpo del poliziotto. Ha ucciso tutti e poi si è suicidato, ma il rancore di tutta questa gente uccisa ingiustamente e senza pietà ha reso la città una trappola mortale per chi la visitava. Ed è stato così per 80 anni e passa, fino al mio arrivo… se qualcuno mi avesse avvertito sarei passato anche prima…
Seppelliamo il cadavere, distruggiamo la pistola, la pioggia pulisce la città, un elicottero ci viene a prendere, FINE!

Nonostante tutti gli inetti che il nostro capo con l’erre moscia mi ha messo tra i piedi per spiarmi o rompermi le scatole sono riuscito a portare a casa la pelle. Non ho scoperto nulla di nulla sul mio passato e ho anche fatto pena a Warcraft, ma visto come si erano messe le cose è già una buona cosa tornare a casa.
Ora spero di non vedere più quei cinque (anzi, se l’archeologo crepasse uno sarei certo di non vederlo più) e magari iniziare a investigare su cose davvero interessanti, tipo sul mio passato.

Void

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