Tornati a Lione vedo finalmente il mio ufficio. Nulla di che, ma abbastanza per le mie esigenze. L’archivio e la biblioteca sono abbastanza deludenti, pensavo avessero ben altre informazioni e casi con indizi più chiari. 4-5 schede sono in bellavista, chiaramente per noi. Le esamino e noto come il nostro archeologo se la fa con i vampiri. E’ già il secondo punto a suo sfavore, sono sempre più convinto che nasconda qualcosa, forse è stato mandato da qualcuno che ha già condizionato il mio passato. Vampiri… avrei detto altro… che ne so, licantropi. Sono confuso… il mio sogno, una delle poche cose che mi ricollega al mio passato: fiamme, una grande luna in cielo, due occhi rossi. Due occhi rossi come quelli dei lupi che ho visto in Russia… l’unica cosa buona della missione, non ne avevo mai visti dal vivo. Indizi non ancora sufficienti per sbilanciarmi, ma ecco la traccia dei vampiri, che mi butta fuori strada.
Dovrò andare in giro con un paletto di frassino sempre a portata di mano e con quanto sappiamo efficace contro i vampiri.
Fortuna vuole che tra le schede ci sia anche un licantropo, forse in futuro alcune cosa diverranno più chiare. Intanto devo indagare sull’archeologo e far finta di fidarmi di lui. Prima o poi si tradirà e svelerà la locazione dei suoi amichetti succhiasangue…
A Lione sono finalmente solo. Tutti si dedicano a cose frivole e inutili, per cui non ho seccature. Ne approfitto per studiare le note che avevano archiviato su varie creature e per fare rassegna dei casi irrisolti. Poi arriva una strana e-mail… senza indirizzo e con un articolo di un tizio morto in America, a New York. In allegato c’è un file sonoro in cui chiede aiuto al Pronto Intervento, un incendio, a suo dire. Il tizio era uno studioso dei sogni. Il tecnico informatico dell’Interpoll si dimostra un tizio in gamba, era ora di incontrare qualcuno sveglio. Chiaramente uno tutto PC e casa. Devo farmi insegnare qualche trucco con il PC e magari ha qualche programmino interessante per il mio mega palmare.
Si parte per la Grande Mela… anche se, secondo me, per colpa dell’irresponsabilità dei miei compagni, si perde tempo prezioso. Arrivati, tralasciando inutili dettagli, decidiamo di andare nell’edificio dove è morto il tizio. Nessun incendio, almeno sembra. Il nostro medico ci informerà poi che le cose non stanno esattamente così, il suo corpo è stato vicino ad una forte fonte di calore. Nessuno ha visto nulla, nessuno sa nulla. Probabilmente dicono la verità, ma sicuramente non erano allucinazioni, c’è qualcosa di strano… di sopranaturale.
Qualcosa legato ai suoi studi, che si basano sull’alterazione delle onde celebrali durante i sogni. Prendo sotto falso nome un appuntamento alla compagnia da lui fondata, magari prenderò due piccioni con una fava, sottoponendogli il mio sogno magari riuscirò a capire qualche dettaglio in più su di esso, il motivo della sua puntuale ricorrenza mensile e il perché dello strano fenomeno che mi colpisce dopo esso. Inoltre sperimenterò cosa ha fatto probabilmente sballare il medico. Ovviamente con me non avranno terreno così fertile e sicuramente non farò la sua fine. E vabbeh… anche se accadesse, è un rischio che mi sento di affrontare. Scoprirò chi mi ha rovinato la vita e mi vendicherò… o morirò nel tentativo di farlo.
Che fare ora nel tempo che mi separa dall’appuntamento? C’e’ una cassaforte in camera del tizio, ma la maledetta burocrazia non mi permette di scoprire il suo contenuto. A parte il medico, nessuna delle amebe che viaggiano con me trova informazioni particolarmente utili. Magari saranno loro a cercare noi… come hanno già fatto via e-mail…
Void
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