lunedì 22 ottobre 2007

Archivio: Senza Sonno secondo Void (2)

Nel mentre che aspettiamo l’appuntamento al centro di Grissom ci sarebbe solo da girarsi dei pollici, se non fosse che uno dei due gorilla che ci hanno accolto alla queste Grande Mela bacata ci avvertono che i militari si stanno infiltrando nell’abitazione di Grissom, probabilmente per recuperare qualcosa.
Arrivati in loco, dopo un fastidioso inizio di discussione, buono solo a perdere tempo, decido di salire. Mal che vada mi becco una pallottola in fronte… In più Ada mi segue, in due, con uno SWAT altamente addestrato e pesantemente armato per questo tipo di azioni, non dovremo avere alcun problema a far fuori 3 tizi. Invece dimostra lo spirito di iniziativa di uno sgombro. Visto che era evidente che non volevano farsi notare, faccio tutto il casino possibile per rovinare loro i piani. In questo modo, anche se fossero fuggiti, la loro irruzione si sarebbe notata. Poi la SWAT decide di passare all’azione. Mi allontano per non intralciale la sua poderosa ma precisa azione. Ada controlla l’attrezzatura, si allaccia con qualche difficoltà le scarpe, controlla le armi e… apre lentamente e docilmente la porta, per trovarsi una pistola puntata in testa.
Azione da manuale insomma, pensavate che gli SWAT sfondassero le porta con fucile da assalto in mano, o irrompessero dalle finestre? Bah… quelli sono solo film, in realtà non entrano in azione se prima non bussano la porta Wink
Ci ritroviamo legati a terra, disarmati e senza distintivo… loro comunque allarmati se ne vanno. Dopo 10 minuti arriva la polizia e Miroslav il beota ci porta in centrale accusandoci dell’irruzione. Poi ci libera e raggiungiamo gli altri che avevano seguito il furgone fino ad un palazzo, fermandosi tuttavia fuori per paura di cadere in imboscate.
Niente di fatto… io torno in ufficio a studiarmi le carte, mentre archeologo e Ada tornano all’appartamento di Grissom e trovano una tessera con un codice, che si dimostrerà vitale in seguito. Incredibile davvero, ne hanno fatta una di buona… forse del tutto inutili non sono, anche se Ada fa di tutto per dimostrare il contrario. L’archeologo in genere nemmeno ha bisogno di dimostrarlo Wink Faccio i complimenti all’archeologo, devo farmelo amico per arrivare ai suoi amici succiasangue e per capire le sue intenzioni.

Si va a dormire e il giorno dopo si parte per la clinica.
L’appuntamento si dimostra inutile, ma abbastanza per farci un’idea della clinica. L’avvocato non tira fuori ulteriori informazioni, mentre gli altri tentano con successo la via ufficiale. Aprono la cassaforte nell’ufficio di Grissom e mi chiamano per recuperare il plico dei documenti, che mi lanciano dalla finestra.
Appena arrivato in macchina li leggo… ci sono 4 fascicoli interessanti… uno ha il mio nome? Riguarda davvero me?
Sconvolgente. Avevo avuto l’intuizione che questa caso potesse avere qualcosa a che fare con me, ma quello che trovo nel fascicolo stravolge la mie certezze. Pensavo che il cognome INNER mi fosse stato dato nel centro dove ero cresciuto. Inoltre ho sempre creduto che fino all’età della tragedia, all’incirca i 10/12 anni, la mia vita fosse stata come quella di qualunque altro ragazzo.
Probabilmente non è così… tuttavia il documento si ferma a quando avevo l’età di 2 anni, momento in cui scomparsi… qualcuno mi aveva rapito, o più probabilmente salvato. Devo studiarlo con calma… ho anche subito un’operazione, la stessa dei soldati killer della altre schede.
Di questi ne sono sopravvissuti solo 3:
1) uno è ormai un drogato/alcolizzato che tira a campare lavorando in un bar, ma che si nota come ormai abbia persona ogni voglia di vivere. Ci dà poche informazioni sul suo passato, ma conferma gli esperimenti, il fatto che non aveva più la necessità di dormire e il senso di onnipotenza che questo gli faceva provare. La sua squadra ha commesso crimini che non vuole illustrare, che sembrano tutt’oggi tormentarlo.
2) E’ stato da poco ucciso, anche lui ha immaginato qualcosa che non c’era e il suo corpo ha reagito di conseguenza, pur non essendoci i sintomi esterni delle ferite.
3) Il terzo dovrebbe essere in manicomio e sembra che fosse nella squadra una figura predominante, una sorta di leader, chiamato ‘predicatore’. Tuttavia è fuggito, anche se il personale era convinto che fosse ancora rinchiuso. Deve avere in qualche modo influito la loro mente, facendo in modo che lo liberassero, visto che lo stesso medico sembra avere firmato il suo rilascio, anche se nega la cosa e non capisce come la sua firma possa essere finita lì. Questo tizio probabilmente ha anche ammazzato Grissom, visto che la data della sua fuga è precedente all’omicidio. Ovviamente ha anche accoppato il suo ex compagno.

Ci manca solo una persona da trovare, legata al mio passato… ovvero… il medico che mi operò quando ero ancora un infante.

Si ricorderà del mio nome? Che effetto gli farà sentirlo?
Riusciremo ad arrivare prima del tipo scappato dal manicomio?
Perché non ho si stessi sintomi, nonostante la stessa operazione, dei componenti della squadra militare assassina?
E comunque sia… possibile che un’operazione tanto invasiva non abbia lasciato in me alcuna traccia?

Void

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